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NOVITA' SULLA SICUREZZA ( 02-10-2009)

Correttivo entrato in vigore il 20 agosto 2009
d. lgs. 3 agosto 2009 n. 106

NOVITA’ D. LGS. 3 AGOSTO 2009 N. 106

 

Il 20 agosto scorso è entrato in vigore il c.d. “decreto correttivo” al Testo Unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro: si tratta del d. lgs. 3 agosto 2009 n. 106 che modifica il d. lgs. 9 aprile 2008 n. 81.

Alla luce delle importanti novità introdotte dal predetto testo normativo si può affermare con assoluta certezza che l’Italia oggi è concretamente in condizione di poter vantare un complesso di regole in materia di salute e sicurezza pienamente condiviso tra Amministrazioni e parti sociali e perfettamente in linea con le migliori regolamentazioni europee ed internazionali. Al testo finale si è giunti dopo un lungo ed intenso confronto realizzato in più sedi e con tutti gli interlocutori istituzionali e sociali interessati.

Uno degli aspetti che la correzione approntata dal Governo ha maggiormente interessato è, senza dubbio, costituito dall’apparato sanzionatorio (sia penale che amministrativo). La riforma ha inciso, in modo particolare, sui criteri di scelta tra pena detentiva e pena pecuniaria, nonché sulla misura delle sanzioni avendo riguardo alle specifiche posizioni di garanzia che gravano su coloro che, all’interno dell’impresa, sono deputati a garantire la sicurezza sul lavoro al fine precipuo di assicurare una migliore corrispondenza tra infrazioni e sanzioni.

Il prioritario obiettivo perseguito dal legislatore attraverso il provvedimento in esame è costituito dalla concreta volontà di valorizzare l’effettività della reazione punitiva a fronte di illeciti che coinvolgono il delicato tema della sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro.

Altra fondamentale novità concerne la concreta incentivazione del ricorso a strumenti che favoriscano realmente “la regolarizzazione e l’eliminazione del pericolo da parte di soggetti destinatari di provvedimenti amministrativi”.

Tra le numerose ed incisive novità varate dal Governo un accento particolare deve essere posto sulla predisposizione di tutta una serie di strumenti atti a rendere maggiormente effettiva la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Dall’entrata in vigore del nuovo provvedimento si parlerà di patente a punti quale strumento fondamentale affinchè le imprese possano essere “qualificate” in settori a particolare rischio infortunistico. Tale sistema, in vista della sua estensione in altri ambiti, inizierà ad operare nel settore edile per mezzo della istituzione di una “patente”, strumento che utilizzerà un criterio certo e semplice (appunto, i punti della patente) per la verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese, la quale verrà valutata tenendo conto di elementi quali la effettuazione delle attività di formazione e la assenza di sanzioni da parte degli organi di vigilanza. L’innovativo strumento opererà per mezzo della attribuzione iniziale, in sede appunto di “qualificazione” dell’impresa, ad ogni azienda o lavoratore autonomo edile di un punteggio che ne misuri l’idoneità ed il cui “azzeramento” determini l’impossibilità per le imprese o il lavoratore di operare nel settore.

Il correttivo ribadisce con vigore la assoluta ed inderogabile necessità per ogni impresa di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei propri lavoratori.

Lato istituzioni si è lavorato alla migliore definizione del ruolo degli organismi paritetici e nel potenziamento del ruolo degli enti bilaterali deputati alla certificazione dei modelli di organizzazione della sicurezza in azienda.

Gli organismi paritetici (imprese-sindacati) potranno asseverare l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione. Non si tratta di una “certificazione” avente valore assoluto, bensì di una sorta di attestato rilasciato dagli organismi competenti volto a sostituire le visite degli Ispettori del lavoro e delle Asl. Gli ispettori, infatti, dovranno dirigersi prioritariamente verso quelle aziende i cui modelli non siano stati “asseverati”.



DECRETO LEGISLATIVO 3 AGOSTO 2009 N. 106 IN PILLOLE ( 02-10-2009)

Istituita la patente a punti anche per le imprese.

PATENTE A PUNTI PER LA QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE: la “patente” è uno strumento che utilizzerà un criterio certo e semplice per valutare e verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese.

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI: viene semplificata la procedura soprattutto per le piccole e medie imprese. Dunque le imprese potranno, in concreto, anche evitare di andare dal Notaio o munirsi di posta certificata (come la norma di fatto oggi impone) perché la data del documento potrà anche essere dimostrata dalla firma del medesimo da parte di tutti coloro che, assieme al datore di lavoro, sono coinvolti in materia di salute e sicurezza (rappresentante dei lavoratori, medico competente, responsabile del servizio di prevenzione e protezione….).

 

SANZIONI E CONTROLLI:  rivisitazione del potere di sospensione dell’impresa in modo da perfezionare tale importante procedura, diretta a colpire le imprese che si siano rese responsabili di violazioni che mettono a rischio la salute e la sicurezza, rendendo maggiormente certi sia i requisiti che ne legittimano l’adozione che i casi specifichi nei quali la predetta sospensione possa essere imposta.  Ad esempio, per evitare che l’ applicazione della disposizione produca risultati abnormi e vessatori nelle microimprese viene chiarito che ove l’impresa occupi un solo lavoratore si applicano le sole sanzioni “ordinarie”, senza l’obbligo di chiusura.

Concreta rivisitazione dell’entità delle sanzioni al fine precipuo di rendere le pene detentive eque rispetto alla gravità delle infrazioni e le ammende e le sanzioni pecuniarie proporzionate, oltre che alle violazioni, all’aumento dei prezzi al consumo, verificato dal 1994 (anno in cui venne emanato il decreto legislativo n. 626) ad oggi. In ogni caso viene mantenuto il solo arresto ( e non anche l’ammenda) per l’omessa valutazione del rischio nelle aziende a rischio incidente rilevante e nei cantieri in quanto condotta gravemente pericolosa per la salute dei lavoratori.



QUALI SONO GLI “INTERVENTI MINIMI” OBBLIGATORI PER LE PMI? ( 05-10-2009)

Il Testo Unico – D. Lgs. 81/08 - ha introdotto tutta una serie di importanti novità in materia di sicurezza sul lavoro al fine di elevare il livello di protezione dei lavoratori e di favorire, nel contempo, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro:

-          Documento per la valutazione dei rischi,

che dovrà contenere e formare:

-          Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (datore di lavoro e/o consulente esterno nominato);

-          Addetto antincendio e gestione emergenze (dipendenti);

-          Addetto primo soccorso (dipendenti);

-          Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (eletto dai propri colleghi);

-          Mansionistici artt. 36-37 (tutti i dipendenti);

-          Medico competente.

 

Le figure devono essere formate con appositi corsi di formazione .

 

Successivamente all’apposita verifica da parte del Medico Competente potranno risultare necessari ulteriori documenti quali:

-          Valutazione rischio stress da lavoro correlato;

-          Valutazione rischio Rumore;

-          Valutazione rischio Vibrazioni;

-          Valutazione rischio incendio;

-          Valutazione rischio chimico.

 

Per tutto il settore EDILE (muratori, imbianchini, idraulici, ecc.) è necessaria la predisposizione anche del POS (piano operativo di sicurezza D. Lgs. 494) inoltre negli appalti, sia pubblici che privati, è reso obbligatorio la predisposizione del DUVRI (documento unico valutazione rischi interferenti).

 

 

Si precisa, inoltre, che ogni attività deve dotarsi degli strumenti minimi per adempiere alle eventuali emergenze aziendali quali:

-          estintori;

-          cassetta di primo soccorso.