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Sicurezza sul lavoro, in gara legittima la richiesta di misure più rigorose. ( 12-04-2010)

Tar Lombardia: possibile per la Stazione Appaltante imporre
alle partecipanti requisiti più rigidi rispetto al T.U. 81/2008.
 

Per effetto dell’importante decisione adottata dal Tar Lombardia si riconosce la possibilità alla Stazione Appaltante di richiedere legittimamente l’adozione di requisiti in materia di sicurezza sul lavoro molto più rigorosi rispetto a quanto espressamente previsto dalle norme del T.U. 81/2008, così come modificato dal correttivo 106/09.

 

Da ciò deriva, come logica conseguenza, che le imprese candidate a partecipare alla gara d’appalto non potranno assolutamente opporsi nel caso in cui l’amministrazione dovesse attuare questa politica maggiormente restrittiva ma, a partire dalla summenzionata pronuncia, da intendersi totalmente legittima dal punto di vista giuridico.

 

La predetta decisione del Tar è stata tacciata di presunta illegittimità in considerazione della profonda discrasia tra quanto stabilito dal T.U. e quanto deciso, in fase successiva, dalla stazione appaltante.

 

Puntando l’attenzione sull’iter motivazionale seguito dal Tar non può omettersi di evidenziare che la predetta decisione si caratterizza essenzialmente per il fatto di riconosce piena ed indiscussa discrezionalità alle stazioni appaltanti nel prevedere l’applicazione di misure di sicurezza maggiormente stringenti, con l’unico limite rappresentato dal fatto che queste non devono assolutamente determinare una discriminazione a danno dei singoli partecipanti.

 

L’orientamento citato se può apparire eccessivamente gravoso per i soggetti che si apprestano a partecipare ad una gara, prevedendo ed introducendo degli aggravi ulteriori rispetto a quanto previsto dal T.U., in realtà non fa altro che puntare l’accento sull’importanza che la materia della sicurezza sui luoghi di lavoro va via via acquisendo.

 

L’intero corpo normativo, introdotto a livello ordinamentale nel 2008 e successivamente modificato ed ampliato nell’agosto del 2009, rappresenta e costituisce l’ineludibile punto di partenza ma ciò non esclude assolutamente la concreta possibilità di introdurre restrizioni e disposizioni maggiormente incisive rispetto alle predette norme, il tutto in una chiara ed incontestabile volontà di tutelare a 360 gradi i lavoratori considerati l’anello debole della catena lavorativa.

 

Bisognerà attendere il consolidamento del succitato orientamento inaugurato dal Tar Lombardia al fine precipuo di accertare quali saranno le effettive coordinate da seguire ed attuare in materia di regole atte a disciplinare lo svolgimento delle gare d’appalto, nello specifico campo della sicurezza in ambito lavorativo.