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Sostituzione del RSPP interno in congedo di maternità. ( 13-04-2010)

Le indicazioni del Ministero del Lavoro.

Il Ministero del Lavoro nell’affrontare quotidianamente l’arduo compito di fornire chiarimenti e delucidazioni in merito ai criteri da seguire al fine di orientarsi correttamente nell’interpretazione delle disposizioni contenute nel T.U. 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro, ha avuto modo di affrontare la delicata questione avente ad oggetto l’ipotesi in cui, in aziende con obbligo di servizio di prevenzione e protezione interno, quali sono le disposizioni che regolano la sostituzione del RSPP in congedo di maternità?

Al fine di chiarire l’effettiva portata dell’intervento in esame occorre necessariamente prendere le mosse dalla puntuale individuazione dell’esatto significato da attribuire al termine Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione “interno”, figura espressamente richiamata dall’art. 31, comma 7, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, così come modificato ed integrato ad opera del c.d. “correttivo” n. 106/2009.

Al riguardo è possibile ipotizzare che il legislatore abbia inteso riferirsi al fatto che i componenti del servizio di prevenzione e protezione, compreso il RSPP, devono far parte obbligatoriamente dell'organico interno all'azienda (a prescindere dalla tipologia del contratto di lavoro, e, quindi, ad esempio, anche con forme di collaborazione a progetto) ovvero essere necessariamente legati al datore di lavoro da un vincolo di subordinazione continuativa.

Un’interpretazione logica e non meramente formale della norma in esame porta a propendere per la prima soluzione, atteso che il T.U. non si riferisce in maniera esplicita ai dipendenti dell’azienda.

Atteso che, in generale, i compiti facenti capo al RSPP richiedono una presenza assidua e puntuale ed un’azione continua e tenuto, inoltre, conto della peculiare natura nonché dell’entità delle attività di settore svolte dalle aziende per le quali è prevista l’istituzione di un SPP interno, appare plausibile ritenere che il datore di lavoro possa procedere alla sostituzione temporanea della RSPP in “astensione obbligatoria o facoltativa per maternità”, ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. n. 151/2001.

A tal scopo il datore di lavoro potrà ricorrere, mediante contratto a termine (ad es. di somministrazione), ad un “sostituto interno” e solo ove ciò non sia possibile (per mancanza di personale interno che abbia i requisiti di professionalità e di esperienza richiesti dall’art. 32 del T.U.), potrà fare ricorso ad un “sostituto esterno”, così come previsto dall’art. 31, comma 3, ad integrazione dell’azione di prevenzione e protezione del servizio."