News

August 17
April 17
March 17
May 15
April 15
March 15
November 14
October 14
July 14
June 14
May 14
April 14
March 14
February 14
January 14
December 13
November 13
October 13
September 13
July 13
June 13
May 13
April 13
March 13
February 13
January 13
December 12
November 12
October 12
September 12
July 12
June 12
May 12
April 12
March 12
February 12
January 12
December 11
November 11
October 11
September 11
August 11
July 11
June 11
May 11
April 11
March 11
February 11
January 11
December 10
November 10
October 10
September 10
August 10
July 10
June 10
May 10
April 10
March 10
February 10
January 10
December 09
November 09
October 09
July 09
May 09
April 09

Quali i rischi derivanti dall’ambiente lavorativo? ( 14-04-2010)


Le importanti ed innovative disposizioni introdotte a livello ordinamentale dal T.U. 81/08, con successive modifiche ed integrazioni ad opera del correttivo 106/09, si caratterizzano per il fatto di aver incentrato l’attenzione anche sulla peculiare questione rappresentata dai rischi che, giornalmente, possono presentarsi proprio nei luoghi in cui i lavoratori, oggetto di tutela delle succitate normative, svolgono ordinariamente la propria attività lavorativa.

 

Proprio al fine di eliminare ovvero neutralizzare, nei limiti di quanto possibile, le predette fonti di rischio il legislatore ha avuto cura di dettare tutta una serie puntale di regole che ciascun datore di lavoro avrà l’obbligo ineludibile di rispettare pena la responsabilità a titolo di omissione qualora, in concreto, dovessero registrarsi eventi idonei a ledere l’integrità psico-fisica dei lavoratori, quale valore che oggigiorno un ruolo centrale nel sistema normativo.

 

Indefettibile punto di partenza è costituito, come più volte ribadito, dall’art. 2087 del c.c. che stabilisce e consacra, a chiare lettere, che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

 

Tentando di applicare le summenzionate coordinate a livello pratico deriva, quale logica conseguenza, che il datore di lavoro dovrà effettivamente adoperarsi affinché:

 

- le vie di circolazione interne o all’aperto, che rappresentano il mezzo per giungere all’uscita, ed ancora le uscite di emergenza sia sgombre e liberamente percorribili allo scopo precipuo di consentirne l’agevole utilizzo in ogni momento ed in ogni evenienza che possa effettivamente presentarsi;

 

- i luoghi di lavoro, gli impianti ed i dispositivi siano puntualmente sottoposti a manutenzione tecnica, da parte di personale competente, al fine di eliminare eventuali difetti accertati che possano pregiudicare l’impianto in materia di sicurezza e salute dei lavoratori;

 

- i summenzionati luoghi di lavoro nonché gli impianti ed i dispositivi siano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate.

 

Regole peculiari vengono dettate con specifico riferimento alle importantissime vie di circolazione come precedentemente precisato ma anche rispetto alle c.d. zone di pericolo.

 

Sul punto si è avuto modo e cura di precisare che se i luoghi in seno ai quali si svolge ordinariamente l’attività lavorativa dovessero presentare delle c.d. zone o fonti di pericolo strettamente correlate alla natura dell’attività esercitata o, ancora, rischi di cadute dei lavoratori o di altri oggetti, il datore di lavoro, in considerazione del ruolo di garante assunto nei confronti dei propri dipendenti, dovrà adoperarsi in modo concreto ed effettivo al fine di predisporre tutta una serie di dispositivi atti ad impedire eventuali eventi lesivi ovvero che i lavoratori non autorizzati accedano a dette zone.

 

Inoltre si prevede, espressamente, che le zone di pericolo debbano essere segnalate in modo corretto.

 

Non risulta assolutamente superfluo ribadire che qualora le summenzionate prescrizioni non dovessero trovare puntuale riscontro il datore di lavoro non potrà andare esente da responsabilità e sarà chiamato a rispondere per tutte le conseguenze derivanti dalle proprie gravi omissioni.