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STRESS DA LAVORO CORRELATO ( 09-12-2010)


Il vigente ordinamento in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro stabilisce che  la valutazione  obbligatoria dei rischi a carico del datore di lavoro deve riguardare tutti i tipi di rischio, ivi compreso quello da ‘stress lavoro correlato’ secondo quanto contenuto nell’accordo europeo  8 ottobre 2004.

Come noto, l’articolo 8, comma 12 del D.L. 78/2010 stabilisce che ‘il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010’.

Pertanto, il 31 dicembre 2010 rappresenta il termine a decorrere dal quale deve essere iniziata la valutazione dei rischi derivanti da stress da lavoro correlato.

In ogni caso, ai sensi dell’articolo 28 comma 1bis nonché dell’articolo 6, comma 8, lettera m-quarter),  del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ed ai fini di una corretta applicazione della normativa, la valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

Con riunione del 17 novembre, la commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha approvato le indicazioni operative per la valutazione del suddetto rischio.

Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, con  lettera circolare 18 novembre 2010, n. 23692, ha reso note le predette indicazioni.

1.                  DEFINIZIONE DI STRESS DA LAVORO CORRELATO

Ai sensi dell’articolo 3 dell’Accordo europeo 8 ottobre 2004, lo stress da lavoro correlato è ‘una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative. L’individuo può ben adattarsi ad affrontare un’esposizione alla pressione a breve termine, cosa che può anche essere considerata positiva, ma ha una maggiore difficoltà a sostenere un’esposizione prolungata a una intensa pressione. Inoltre i singoli individui possono reagire differentemente ad una stessa situazione data oppure possono reagire diversamente a situazioni similari in momenti diversi della propria vita. Lo stress non è una malattia, ma un’esposizione prolungata ad esso può ridurre l’efficienza nel lavoro e può causare malattie. Lo stress derivante da motivi esterni all’ambiente di lavoro può portare a cambiamenti nel comportamento e ad una riduzione dell’efficienza nel lavoro. Tutte le manifestazioni da stress nel lavoro non possono essere ritenute correlate al lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da fattori diversi, come ad esempio il contenuto del lavoro, la sua organizzazione, l’ambiente, la scarsa comunicazione’.

Di fatto, lo stress da lavoro correlato non è una malattia, ma una modalità fisiologica che può ridurre l’efficienza sul lavoro e determinare un cattivo stato di salute.

Pertanto, lo stress da lavoro correlato risulta parte integrante della valutazione dei rischi e deve essere effettuata dal datore di lavoro, in collaborazione con il  Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione [R.S.P.P.], il medico competente, ove nominato e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza [R.L.S./R.L.S.T.].

Secondo le indicazioni fornite dalla commissione  consultiva, la valutazione deve  essere così strutturata:

  • Valutazione preliminare consistente :

è identificazione dei fattori rischio da stress da lavoro correlato. L’analisi da condurre per valutare il fenomeno potrà riguardare:

-      la gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro;

-      le condizioni di lavoro e ambientali;

-      la comunicazione;

-      i fattori soggettivi,

E dovrà  prendere in esame  gruppi omogenei di lavoratori che risultino esposti a rischi dello stesso tipo.  La valutazione preliminare dovrà pertanto consistere nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, numericamente apprezzabili, appartenenti a tre distinte famiglie:

1.       eventi sentinella, quali ad esempio: indici infortunistici, assenze per malattia, turnover elevato, numero elevato di lamentele, segnalazioni del medico competente;

2.       fattori legati al contenuto del lavoro quali: ambiente di lavoro e attrezzature, carichi e ritmi di lavoro eccessivi, orario di lavoro e turni, effettiva corrispondenza tra competenze dei lavoratori e requisiti professionali richiesti;

3.       fattori  legati al contesto del lavoro: ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale, conflitti interpersonali al lavoro, possibilità di carriera, chiarezza nella comunicazione (incertezza in ordine alle prestazioni richieste).

Ove nella valutazione preliminare non emergano elementi di rischi da stress lavoro-correlato, tali da richiedere azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel D.V.R. e prevedere un piano di monitoraggio. Al contrario, qualora emergano rischi da correggere, si procederà alla:

è Pianificazione delle misure di eliminazione;

è Eliminazione effettiva del rischio.

  • Valutazione eventuale approfondita, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare rilevi elementi di rischio da stress da lavoro correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa si rivelino inefficaci.

La valutazione approfondita deve prevedere:

-           la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori attraverso strumenti quali questionari, focus group, interviste semi strutturate relativamente ai fattori sopra elencati. Nelle aziende di grandi dimensioni è possibile effettuare detta valutazione su un campione rappresentativo di lavoratori.

Dette valutazioni rappresentano quindi lo standard minimo inderogabile per l’effettuazione della valutazione dello stress da lavoro correlato e pertanto dovranno essere rese operative da parte delle aziende, a partire dal 31 dicembre 2010.

Entro il 31 dicembre 2010 i datori di lavoro dovranno pertanto indicare, nel documento di valutazione dei rischi, la programmazione temporale della valutazione da stress da lavoro-correlato, con precisa indicazione del termine finale entro cui adempiere.

Le aziende che hanno eventualmente già provveduto ad effettuare la suddetta valutazione dovranno procedere al solo aggiornamento del documento si valutazione eventualmente integrato con quanto disposto dalla commissione consultiva permanente.

In ogni caso, in base al Testo Unico sulla sicurezza, fino al 30 giugno 2012, i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi [ e pertanto il rischio da stress da lavoro correlato].

La violazione delle suddette disposizioni comporteranno l’irrogazione di sanzioni per omessa o incompleta redazione del documento di valutazione dei rischi. Pertanto, ai sensi dell’articolo 55 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, il datore di lavoro inadempiente sarà punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro.