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VALUTAZIONE DEI RISCHI: I LAVORATORI DELLA SANITA’ E LA MOVIMETAZIONE MANUALE DEI PAZIENTI ( 17-12-2010)


Dal 3 al 5 marzo 2010 si è tenuto il convegno nazionale “Rischio biologico, psicosociale e biomeccanico per i lavoratori della sanità - Attualità scientifiche e legislative” e nella sua prima sessione diversi relatori hanno affrontato le problematiche del “rischio biomeccanico in sanità”.
Durante l’ intervento “Rischi da movimentazione manuale di pazienti”, a cura di Giovanna Spatari, Angela Carta, Nicola L’abbate, Antonio Lorusso e Francesco Draicchio, gli autori prendono in esame le novità normative e ricordano che il Decreto legislativo 81/2008 introduce la definizione di patologie da sovraccarico biomeccanico, una “definizione che richiama quella di biomeccanica”.
In modo particolare l’articolo 169 del Testo Unico introduce l’obbligo per il datore di lavoro “a fornire, oltre alla formazione e all’informazione, l’addestramento adeguato in particolare alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi”.
Alcuni recenti studi sulla formazione del personale sanitario e infermieristico hanno tuttavia “dimostrato la limitata efficacia delle attività di addestramento svolte nell’ambito della formazione accademica e professionale del personale”.
Dopo aver fornito alcune informazioni sulla norma ISO 11228-1, la quale fa esplicito riferimento alla movimentazione di esseri animati, l’intervento si sofferma sull’importanza della valutazione del rischio, indicando un percorso organizzato su più livelli che prevede l’utilizzo di strumenti e tecniche di diversa complessità e aventi diversa finalità.

L’intervento fa riferimento anche alla sorveglianza sanitaria ( SS), la quale “rappresenta l’elemento fondamentale che, unitamente alla valutazione del rischio, concorre alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, anche negli addetti alla MMP”.

In particolare viene ricordato che la “normativa vigente in tema di SS in addetti alla movimentazione dei pazienti lascia autonomia alla professionalità del medico competente sia in tema di periodicità che di contenuto degli accertamenti”.
Gli autori si soffermano poi sui temi relativi alla valutazione dell’efficacia della SS, agli accertamenti sanitari preventivi e agli accertamenti sanitari periodici.

L’intervento si conclude infine parlando di prevenzione in cui viene ricordata l’esistenza di “una molteplicità di interventi preventivi, che è possibile proporre nei confronti dei rischi da MMP”.