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Tirocini formativi e sicurezza sul lavoro ( 10-10-2012)


Il Ministero del Lavoro nella pagina riservata alle FAQ in materia di Sicurezza sul Lavoro ha pubblicato la risposta ad un quesito posto in merito agli stage o tirocini formativi.

Il quesito pone la questione sul fatto se, colui che svolge stage o tirocini formativi può essere equiparato a tutti gli effetti al lavoratore ai fini dell’applicazione della normativa prevista dal D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. 

Come si evince dalla definizione fornita dall’articolo 2, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, al lavoratore è equiparato, ai fini dell’applicazione della normativa in materia, anche “chi svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere nonché il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”.  

Il Ministero del Lavoro ha dunque chiarito, sulla base del dettato normativo qui sopra esposto che, nella specifica ipotesi in cui presso un’azienda o uno studio professionale siano presenti soggetti che svolgano stage o tirocini formativi, il datore di lavoro sarà tenuto ad osservare tutti gli obblighi previsti dal testo unico al fine di garantire la salute e la sicurezza degli stessi e, quindi, adempiere gli obblighi formativi connessi alla specifica attività svolta.

 

Fonte: Ministero del Lavoro                  



Lavoratori autonomi e Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ( 11-10-2012)


Il Ministero del Lavoro nella pagina riservata alle FAQ in materia di Sicurezza sul Lavoro ha pubblicato la risposta ad un quesito posto in merito ai lavoratori autonomi e all’obbligo in capo agli stessi di redigere il Documento di valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 28 del d.lgs. 9 aprile 2008, n.81.

L’articolo 21 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., stabilisce che i componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230 bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o  servizi ai sensi dell’art.  2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo,i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo,gli artigiani e i piccoli commercianti, soggiacciono all’obbligo di:

·         utilizzare attrezzature di lavoro n conformità alle disposizioni di cui al Titolo III,

·         munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni del medesimo Titolo III

·         munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità (solo nell’ipotesi in cui effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto). 

Il medesimo articolo 21 prevede inoltre la facoltà  degli stessi soggetti, in relazione ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico, di beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni dell’art. 41 del T.U. e partecipare a corsi di formazione specifici  in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo quanto previsto dall’articolo 37 del T.U.  

Il Ministero del Lavoro ha dunque chiarito che, sulla base del dettato normativo qui sopra esposto ed in risposta al quesito formulato, i soggetti su menzionati non sono obbligati a redigere il documento di valutazione dei rischi, atteso che tale obbligo incombe unicamente in capo a chi riveste la qualifica di datore di lavoro.              

 

 

Fonte: Ministero del Lavoro



Addetti al primo soccorso: formazione in modalità e-learning ( 12-10-2012)


Il Ministero del Lavoro nella pagina riservata alle FAQ in materia di Sicurezza sul Lavoro ha pubblicato la risposta ad un quesito posto in merito alla possibilità di effettuare formazione a distanza in modalità e-learning per gli addetti al primo soccorso

In materia di primo soccorso, il comma 2 dell’articolo 45 del decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.,  prevede che la disciplina relativa ai “requisiti del personale addetto e la sua formazione” sia individuata nelle previsioni del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388. Tale provvedimento, in particolare, dispone, che:

 

·         La formazione dei lavoratori designati e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato.

·         Per le aziende o unità produttive di gruppo A i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 3, che fa parte del presente decreto e devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attività svolta.

·         Per le aziende o unità' produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 4, che fa parte del presente decreto.”

 

Il Ministero del Lavoro ha dunque chiarito che, sulla base del dettato normativo qui sopra esposto la formazione degli addetti al primo soccorso può essere effettuata solo in parte in modalità e-learning in quanto, è inconcepibile l’esclusione di un approccio di carattere operativo con esercitazioni pratiche, al fine di garantire maggior efficacia nell’acquisizione delle nozioni trasmesse e nell’apprendimento di comportamenti volti a realizzare una concreta tutela della salute dei lavoratori.

 

 

Fonte: Ministero del Lavoro



Uso del cellulare e malattie professionali ( 19-10-2012)


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17438/2012, ha affermato che l’utilizzazione continuata, per motivi di lavoro, del telefono cellulare può essere definita come concausa di alcuni tumori.

Nel caso di specie, la Corte ha riconosciuto una rendita per malattia professionale con invalidità dell’80% ad un dirigente di una multinazionale, confermando l’esistenza di una stretta correlazione tra l’utilizzazione del cellulare per motivi di lavoro per dodici anni e per cinque/sei ore di lavoro al giorno e l’ individuazione di un tumore benigno al nervo trigemino sinistro.

 

 

Fonte: DPL Modena