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Dovere di conoscibilità del "vizio occulto" in un macchinario ( 07-06-2013)


La Corte di Cassazione con sentenza n. 11445 dell’ 11 marzo 2013 ha precisato che la presenza di un vizio nascosto in un macchinario non può assolutamente desumersi dal fatto che l’utilizzo pregresso di tale macchinario non ha prodotto alcun infortunio. Tale dato infatti, afferma la Suprema Corte, dovrebbe essere comprovato dalla acquisizione di adeguate informazioni in ordine agli infortuni verificatisi sul macchinario sin dal suo primo utilizzo, alle modifiche apportate allo stesso, alla identità del fatto eventuale verificatosi in precedenza rispetto a quello oggetto del giudizio. A prescindere da quanto appena detto, il fattore statistico non potrebbe giustificare il risultato al quale conduce la conoscibilità del vizio secondo la diligenza del datore di lavoro; Non c’è per altro giustificazione nel fatto che il macchinario sia conforme alla normativa CE.


Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori ( 12-06-2013)


Con circolare n. 21 dell’10 giugno 2013 vengono forniti chiarimenti, in merito all’applicazione dell’Accordo del 22 febbraio 2012 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente: - l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori; - le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione; - i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione. Fonte: Ministero del Lavoro


Misure urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale ( 16-06-2013)


Il Decreto legge 4 giugno 2013, n. 61 ha dettato un vero e proprio piano di misure urgenti che hanno lo scopo di nominare un Comitato di tre esperti, scelti tra soggetti di comprovata esperienza nel settore di tutela dell’ambiente e della salute. Tali soggetti avranno il compito, sentito il commissario straordinario, di predisporre al ministero, entro 60 giorni dalla loro nomina, il piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dei lavoratori e della popolazione e di prevenzione del rischio di incidenti rilevanti; tutto ciò in conformità alle previsioni delle norme comunitarie e delle leggi nazionali e regionali. Il piano, deve prevedere anche le azioni ed i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell’ A.I.A.. Va ricordato che lo schema di tale piano viene reso pubblico a cura del commissario che acquisisce nei dieci giorni successivi le eventuali osservazioni, valutate dal Comitato per la proposta definitiva entro il termine di 90 giorni dal commissariamento.