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Corsi di aggiornamento per la sicurezza: numero massimo di partecipanti ( 15-07-2014)


L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha interpellato il Ministero del Lavoro per ricevere un chiarimento in merito al decreto 4 marzo 2013. Si è chiesto infatti, se il numero massimo di partecipanti ai corsi di aggiornamento di cui al punto 10 dell’allegato II del summenzionato decreto è pari a 25 anche se si tratta di contenuti tecnico – pratici. Va premesso che il D.I. 04/03/2013 “individua, ai sensi dell’art. 161, comma 2-bis, del D. Lgs. n. 81/2008, i criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare”. Il datore di lavoro ha l’obbligo ha l’obbligo di “assicurare che ciascun lavoratore riceva una informazione, formazione e addestramento specifici relativamente alle procedure di cui all’articolo 2”. La Commissione, ciò premesso, afferma che l’articolo 3, comma 2, del D.I. 04/03/2013 prevede che i corsi di formazione siano effettuati in conformità a quanto previsto dall’allegato II del medesimo decreto. Il suddetto decreto individua la durata, i contenuti minimi, i requisiti dei docenti e le modalità di erogazione della formazione. Il numero massimo previsto di partecipanti per ogni corso è di 25 unità, mentre per le attività addestrative pratiche il rapporto istruttore/allievi non deve essere superiore al rapporto di 1 a 6 (almeno 1 docente ogni 6 allievi). Tale principio è valido sia per i corsi di formazione che per i corsi di aggiornamento previsti dal punto 10 dell’allegato II del decreto in parola. Infine la Commissione ritiene che il contenuto tecnico – pratico previsto nel corso di aggiornamento, della durata di un’ora, qualora non si concretizzi in attività svolte direttamente dal discente e relative alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale, non sia da ritenersi “attività addestrative pratiche”. In tali casi non opera il vincolo del rapporto di 1 a 6. Fonte: Ministero del Lavoro