Sentenze

 

Sicurezza sul lavoro: obbligo del datore di lavoro di FORMARE ed INFORMARE i dipendenti.

Con la pronuncia in esame la Cassazione ribadisce, con vigore, che a fondamento della responsabilità del datore di lavoro vi è il precetto di cui all’art. 2087 c.c. che, con il riferimento al settore del lavoro, impone al garante di ottemperare non soltanto alle regole cautelari “scritte” ma anche alle norme prevenzionali che una figura-modello di buon imprenditore è in grado di ricavare dall’esperienza secondo i canoni di diligenza, prudenza e perizia.

Il datore di lavoro deve ispirare la sua condotta alle acquisizioni della miglior scienza ed esperienza per fare in modo che il lavoratore sia posto nelle condizioni di operare con assoluta sicurezza.

La sentenza n. 39888/2008 offre un’interpretazione degli obblighi di sicurezza in capo al datore di lavoro alquanto rigida, in particolare sugli obblighi di prevenzione e valutazione dei rischi, artt. 17- 18 e 28 T.U., nonché sulla formazione dei dipendenti.

In particolare si legge che non assolve né costituisce adempimento dell’obbligo formativo l’apprendimento diretto e personale del lavoratore, soprattutto se apprendista, per il quale l’obbligo di formazione è più pregnante.

Non basta a tale formazione l’accompagnarsi e l’essere seguito da lavoratore esperto che insegni sul campo.

La Corte, inoltre, afferma, più severamente, che l’informazione, e dunque le conoscenze operative, anche se fornita con particolare diligenza, sia pure tale da sensibilizzare il dipendente sui rischi giornalieri dell’operare, risulta insufficiente se non accompagnata da una seria formazione sui pericoli dello svolgimento dell’attività lavorativa.

Il binomio informazione/formazione è costituito da entità logico-funzionali complementari ed imprescindibili.

Ma vi è di più. La Corte ha infatti ribadito che, in ogni caso, “anche una diligente formazione ed informazione, che nella specie comunque la Corte non ravvisa, non dispensa il datore di lavoro dagli obblighi di controllo e vigilanza affinché il lavoratore, soprattutto se poco esperto perché apprendista, non corra il rischio di eventi lesivi”.

Il datore di lavoro, quale responsabile della sicurezza deve, ricorda la Corte, operare un controllo continuo e pressante per imporre che i lavoratori rispettino la normativa e sfuggano alla tentazione, sempre presente, di sottrarvisi anche instaurando prassi di lavoro non corrette.